RESTAURI - "San Luca dipinge la Vergine"
di Domenico Cresti (Il Passignano)
Domenico Cresti (Il Passignano)
(Passignano - 1559 Firenze -1636)
:: San Luca dipinge la Vergine
Galleria degli Uffizi
Della
monumentale tela di Domenico Passignano,
finora ospitata nei depositi della
soprintendenza fiorentina (ultimamente
in quelli del cenacolo di San Salvi,
da cui è stata recentemente ritirata)
serba memoria Filippo Baldinucci nelle
sue Notizie dei Professori del Disegno
da Cimabue in qua (III, p. 439, nell'edizione
a cura di Fernando Ranalli, 5 volumi,
Firenze 1845 - 1847): "[.] e per l'accademia
del disegno diede principio alla tavola
["tavola" sta qui, come altrove, per
tela] del San Luca in atto di dipingere
l'immagine di Maria Vergine, la qual
tavola, benchè non finita, tuttavia
nella stessa accademia si conserva".
Essa fu dipinta dal Passignano allo
scadere del Cinquecento. Il soggetto
è San Luca effigiato nell'atto di
ritrarre la vergine al cospetto di
personaggi del medesimo tempo in cui
il pittore operò. Soggetto illustrato
con grande chiarezza, conforme ai
dettami dell'ideologia sortita dal
Concilio di Trento. E parimenti esplicito
è il riferimento a chi commissionò
la tela: l'Accademia del Disegno (Società
d'artisti che per santo protettore
ha appunto San Luca). E si noterà
sul primo piano una statua mutila
che riprende in controparte, e con
qualche libertà, il cosiddetto Dio
Fluviale di Michelangelo, modello
in argilla per una figura della Sagrestia
Nuova, oggi conservato a Casa Buonarroti,
ma che nel 1583 fu donato dall'Ammannati
proprio all'Accademia del Disegno,
dove restò per secoli. E dall'accademia,
nel 1853 pervenne alle Gallerie fiorentine
insieme a tutta la quadreria dell'Accademia
medesima. Il tono dell'opera è austero,
i colori sobri.
E
però si troveranno gli angiolini di
soave fattura e di fattezze gentili;
così come si scoprirà nella testa
del piccolo Gesù (di cromia delicata,
ma di solido impianto disegnativo)
o nella Vergine, regina casta, i riverberi
dello studio delle opere di Andrea
del Sarto; studio che tutti gli artisti
di secondo Cinquecento conducevano
con accorata partecipazione, convinti
del valore di Andrea come maestro
insuperato della "maniera moderna"
non solo fiorentina. Nella tela si
troveranno infine volti idealizzati,
dipinti per tenere alto il decoro,
ma nel contempo anche volti improntati
ad un virtuoso naturalismo, veri e
propri ritratti (sovente autoritratti,
qualche volta effigi di committenti).
Un disegno preparatorio per la composizione
- già comunque a buon punto nella
fase ideativa, vista la fedeltà fra
la carta ed il quadro finito - è nella
collezione degli Uffizi. Si tratta
di una bella sanguigna che fa parte
del fondo Santarelli (GDSU 2590S).
Un altro foglio messo in relazione
con la tela della Galleria fiorentina
è conservato al Gabinetto Nazionale
delle Stampe di Roma. Era un tempo
attribuito al Boscoli e porta il numero
d'inventario FC 130616
Questa
opera d'arte è stata restaurata
su iniziativa della FONDAZIONE
ROMUALDO DEL BIANCO in
collaborazione con la VIVA HOTELS
- Alberghi in Firenze attraverso il
Progetto "BE PART OF HISTORY".
Tale Progetto è stato ideato
per contribuire alla tutela e valorizzazione
del Patrimonio Artistico Fiorentino
conservato nei vari musei di Firenze.