RESTORATIONS
- "St. Joseph's Dream" - Florentine
School unknown painter
::Francesco
Morandini, il Poppi (1544-1597) "Cristo e la Emorrosia"
oil on canvas (300x280) - contribution to the
restoration of the woodern frame.
TESTO
IN ITALIANO NON DISPONIBILE
Restauro
della pala d’altare “Cristo e la Emorroisa”
di Francesco Morandini detto il Poppi, della Chiesa
di S. Bartolomeo a Monte Oliveto a Firenze.
La Pala dell’Altare principale della Chiesa
di S. Bartolomeo a Monte Oliveto è una
struttura architettonica di stile manierista,
con un timpano nella parte superiore e due colonne
ai margini, in legno policromo, che sorregge due
dipinti l’uno verso la Navata principale,
dipinto su tela “Cristo e la Emorroisa”
del Poppi (erroneamente attribuito a Santi di
Tito) e l’altro, dipinto su tavola “Madonna
e santi domenicani” di scuola fiorentina,
XVI sec. rivolto verso il coro.
Il dipinto nella sua storia e in epoche differenti,
ha subito diverse operazioni di restauro più
o meno approfondite.
Questi interventi, che non sono stati documentati,
possono essere riconosciuti dalle tecniche applicate
e dall’antichità dei materiali adoperati.
Prima dell’intervento, lo stato di conservazione
del dipinto era molto scadente, sia negli aspetti
conservativi che in quelli estetici, fenomeni
che non soltanto facevano rischiare l’integrità
fisica dell’opera ma ostacolavano enormemente
la possibilità di una corretta lettura.
Alcune delle grandi e più visibili situazioni
di degrado si riferivano sia allo stato della
materia pittorica che all’integrità
del supporto tela: grosse macchie di ossidi della
vernice e del colore provocate dall’esposizione
del dipinto ai raggi solari che penetrano dalle
finestre della chiesa, allentamento della tela
e degrado della materia pittorica con perdita
della coesione e l’adesione al supporto,
lesioni di natura meccanica. Visibili e rilevanti
erano anche le alterazioni provocate dai precedenti
restauri che, essendo stati per la maggior parte
interventi solo parziali, col tempo si sono evoluti
in modo diverso dal resto del dipinto creando
situazione isolate che contribuivano a modificare
fondamentalmente la creazione del Poppi. Ci sono
documenti che testimoniano un intervento di restauro
recente della chiesa e dei quadri degli altari
laterali della navata realizzato nel 1968, ma
all’epoca, questo dipinto sembra non essere
stato toccato.
Dovendo dare una risposta non più procrastinabile
al processo di degrado in corso iniziato in epoche
passate, è stato necessario realizzare
uno analisi approfondito che ha richiesto molta
flessibilità nel approccio. Da questo studio
è derivata la soluzione che ha consentito
di realizzare un restauro integrale rispettando,
in ogni suo aspetto, la singolarità della
situazione complessiva. Notevoli difficoltà
per lo spostamento dall’alloggio hanno offerto
sia la particolare collocazione (all’interno
dell’edicola), che le caratteristiche strutturali
del dipinto: grandi dimensioni e tela incollata
ed inchiodata sul bordo interno del davanti del
telaio che costituisce parte integrale dell’opera,
perché fa anche le veci di “passe
partout” decorato.
In primo luogo si è deciso di non spostare
il dipinto in altra sede realizzando l’intervento
di restauro (in allegato), nella stessa chiesa
per evitare che un cambiamento d’ambiente
(sbalzi di temperatura e d’umidità),
potesse destabilizzare il delicato equilibrio
del dipinto. In questo modo si è arginato
anche ogni possibile trauma meccanico derivante
da un trasferimento. Successivamente si è
calato il dipinto dall’edicola e si è
realizzato un intervento, naturalmente reversibile,
non invadente e rispettoso della sua complessa
natura.
Un ringraziamento speciale all’Ente della
Cassa di Risparmio di Firenze che con il suo contributo
a fatto possibile questo intervento. In particolare
al dott. Ginolo Ginori Conti Alla Dr.ssa Matilde
Simari funzionaria della Sovrintendenza per l’attenzione
ed il rapporto di collaborazione stabilitosi in
sede di supervisione durante le diverse fasi dell’intervento,
All’Abate del Monastero di S. Miniato, a
Don Nicola e alla comunità dei monaci per
la grande fiducia All’Architetto Paolo Del
Bianco per il suo gentile interesse, costante
interessamento nell’arco dell’operazione
di restauro e per aver finanziato lo spostamento
e rimessa a posto del dipinto, Al Professore Marco
Chiarini che ha seguito con attenzione e amicizia
le diverse tappe di questo intervento.
Stato
di Conservazione del Dipinto
Il
dipinto una volta calato dalla sua sistemazione
si presenta in queste condizioni :
• supporto tela si presenta in buone condizioni
generali
• supporto tela incollato al telaio
• il telaio in legno in buone condizioni
di conservazione, forma una unità col dipinto.
Sulla sua superficie sono state realizzate delle
decorazioni a tempera che nascondono il punto
d’incontro tra tela e telaio
Tela telaio costituiscono una unità indivisibile
RETICOLA
PITTORICA
• Superficie pittorica molto arida
• mancanza di aderenza del colore al supporto
• presenza di ossidi dovuti a concentrazione
di colle applicate sul retro in modo irregolare
in un precedente intervento di restauro
• presenza di ossidi della vernice e del
colore
• polvere e sporco ambientale
• fuliggine di candela
• cadute del colore intorno ai traumi, sparse
sulla superficie
• reticola pittorica assottigliata da antiche
puliture con solventi abrasivi
• pesanti ridipitture con colori ad olio
di precedenti ed antichi interventi di restauro
che alterano fortemente la lettura del dipinto
• rilievi del colore in corrispondenza con
alcune toppe applicate sul retro della tela
• vernici ossidate più dense in alcuni
settori
• spilli arrugginiti inseriti nella tela
• sgocciolature di cera
• sgocciolature di tempera di muro
• sgocciolature dell’acqua piovana
caduta dal soffitto, avvenute prima del restauro
della chiesa (anni ‘60-’70)
• escrementi d’insetti sparsi sulla
superficie
SUPPORTO
TELA
• tela di lino sottile composta da due pezzi
cuciti insieme, giuntura nella parte centrale
ed in senso verticale
• supporto tela del dipinto incollato al
telaio sul davanti
• non esiste una cimosa
• Supporto tela si presenta in un buono
stato di conservazione per quanto riguarda la
sua costituzione ma si apprezzano alcune lacerazioni
in diverse zone provocate da traumi esterni
• 4 buchi di considerevole dimensione ed
altri piccoli
• bruciatura di candela rattoppata e dipinta
con colori ad olio (antica)
• 5 toppe di diverse misure applicate sul
retro. Alcune di esse evolute, una, forse la più
antica, cucita direttamente sul supporto tela.
• sgocciolature di tempera sul retro del
supporto tela in corrispondenza alla tela di lino
applicata sul retro del telaio.
TELAIO
• telaio fisso in ottime condizioni di conservazione
composto da 6 assi
• tela di lino grezzo relativamente giovane,
inchiodata sul retro del telaio, verniciata con
tempera a base di calce.
La sua funzione no è molto chiara. Si può
ipotizzare che sia servita come rifinitura per
nascondere le irregolarità estetiche provocate
dagli antichi interventi di restauro durante i
quali furono applicate delle toppe.
Intervento
di Restauro
L’intervento
ha avuto come finalità la conservazione
del dipinto, rispettando al massimo il suo “tempo
vita”, ripristinando la qualità estetica.
E’ stato fermato il processo di degrado
progressivo e si sono potute asportare tutte le
toppe applicate nei precedenti interventi di restauro.
Si sono anche recuperate zone di colore originale
coperte da restauri vecchi che, non costituendo
restauri storici, alteravano la lettura del dipinto
e deturpavano la sua integrità.
• pulitura del dipinto ed asportazione delle
vecchie ridipitture ad olio con solventi volatili
in sospensione di una emulsione gel. La pulitura
ha rispettato il “rapporto cromatico”
del dipinto e la patina del tempo vita del dipinto.
Avendo subito precedenti puliture molto drastiche
il dipinto purtroppo presenta alcune svelature
del colore.
• asportazione meccanica a bisturi di sgocciolature
di cera di candela e tempera da muro, sulla superficie
del dipinto
• velinatura di protezione della superficie
pittorica con carta di riso e “colletta”
• pulitura meccanica della tela sul retro
asportando le sgocciolature di tempera
• asportazione delle toppe e stuccature
corrispondenti a precedenti interventi di restauro
• asportazione dei collanti adoperati precedentemente
per le toppe e consolidamenti dal retro
• consolidamento e ringiovanimento delle
colle che fissano la tela al telaio
• consolidamento del dipinto dal retro con
resina “plexisol” e temperatura
• disinfezione preventiva del telaio con
antitarlo
• consolidamento del telaio
• applicazione di intarsi di tela della
stessa natura della tela originale nei buchi,
saldandoli ai bordi di questi e rinforzandoli
con velo di Lione applicato con BEVA film
• applicazione di stucchi di gesso e colla
nelle lacerazioni del colore
• restauro pittorico con colori ad acquerello,
metodo della selezione del colore nelle mancanze
di dimensioni maggiore e competitivo nel resto
• vernice mastice a pennello
• ritocco pittorico con colori a vernice
• vernice finale di protezione
Passe
partout
Il dipinto è incollato ad un telaio di
dimensioni più grandi che compie anche
il ruolo di passe partout. Il legno, dal davanti,
ha una preparazione di gesso e colla che livellando,
nasconde il bordo della tela del dipinto incorporandolo
ad una decorazione a tempera blu e ocra con motivi
decorativi corrispondenti all’epoca del
dipinto. Lo stato di conservazione era abbastanza
scadente:
• preparazione di gesso e tempera in degrado
con problemi di adesione al legno
• traumi provocati da chiodi e maltrattamento
• sgocciolature di cera di candela e da
tempera da muro
• pesante strato di sporco ambientale che
altera i colori originali
Intervento
di restauro
• disinfezione preventiva del legno con
antitarlo
• pulitura della superficie dipinta.
• consolidamento del colore e preparazione
• risanamento dei buchi e traumi con stucco
di gesso e colla
• ritocco pittorico con colori ad acquerello
• vernice opaca di protezione
Cornice
Il dipinto è sorretto alla struttura portante
con una cornice in legno intagliata e dorata,
il suo stato di conservazione presenta degradi
provocati dall’attacco di tarli e traumi
di maltrattamento.
Intervento
di restauro
• disinfezione con antitarlo in camera sottovuoto
• consolidamento del legno
• leggera pulitura della superficie dorata.
• stuccatura dei traumi e buchi
• ritocco del colore con oro e patina
• vernice e cera di protezione
OPERAZIONE
DI ASPORTAZIONE E RIMESSA A POSTO DEL DIPINTO
NELLA SUA SEDE ESPOSITIVA
Il
dipinto è sistemato in una straordinaria
edicola cinquecentesca, struttura architettonica
composta da due colonne in legno intagliato e
dorato che sopportano un timpano nel quale campeggia
una rappresentazione dello Spirito Santo in un
fondo di legno laccato in colore azzurro. Questa
importante struttura sistemata sopra l’altare
principale della chiesa fa da cornice alla pala
d’altare del Poppi. Come rifinitura, nascondendo
il punto d’incontro del dipinto con la struttura
portante, una moldura di legno intagliata e dorata
è inchiodata sull “passe par tout”
laccato del dipinto.
Per
asportare il dipinto della sua sede, operazione
necessaria per l’intervento di restauro,
è stata tolta la moldura di legno dorata
inchiodata al dipinto quindi tolte anche le vite
d’ancoraggio del dipinto all’edicola
portante. A restauro ultimato del dipinto e della
moldura dorata, il dipinto e la rispettiva moldura
sono stati ricollocati nella sede naturale espositiva.
Date
le dimensioni dell’opera, per realizzare
il lavoro di rimozione e di ricollocamente, è
stato neccessario l’utilizzo di un ponteggio
mobile.
Un
ringraziamento speciale alla Fondazione Del Bianco
e in particolare all’Architetto Del Bianco,
che con il suo personale interessamento e finanziamento
di questa delicata operazione, ha reso possibile
la realizzazione dell’interessante intervento
di recupero di quest’opera che fa parte
del nostro patrimonio culturale.