Nel
Catalogo Generale degli Uffizi, uscito
in prima edizione nel 1979, il quadro
è corredato da una scheda, che lo
ascrive a Girolamo Muziano, pittore
importante d'ambito controriformato,
nativo di Lombardia ma attivo per
lungo tratto a Roma. In quella stessa
scheda si riporta l'opinione di chi
volle vedere nell'uomo effigiato le
sembianze di Giovanni Gaddi, che Raffaello
Borghini (autorevole fonte letteraria
coeva) annovera fra i committenti
del Muziano. Opinione, quest'ultima,
che però viene giudicata, allo stato
delle conoscenze, "indimostrabile".
Di questo ritratto, dipinto sulla
metà del Cinquecento e connotato da
un piglio fiero, da tempo si auspicava
il restauro; e non solo perché se
ne potrà dopo apprezzare quel tenore
qualitativo che ora è dato solo intuire,
ma anche perché la lettura rinnovata
che ne sortirà è presumibile aiuti
a sciogliere il problema della sua
ascrizione. Per ora sembra di poter
dire che l'autore, artefice sicuramente
di rango, dovette essere attivo in
ambito lombardo fra Brescia e Cremona;
oscillando - tanto per far due nomi
- fra Lattanzio Gambara e Bernardino
Campi. E se si trattasse di Bernardino
- come ha cautamente suggerito Marco
Tanzi, conoscitore della pittura cremonese
-, sarebbe acquisizione davvero importante
perché disporremmo di un ritratto
dipinto da un pittore che fu ritrattista
assai apprezzato, ma che ancora (proprio
sotto questo aspetto) attende una
chiarificazione.
Questa
opera d'arte è stata restaurata
su iniziativa della FONDAZIONE
ROMUALDO DEL BIANCO in
collaborazione con la VIVA HOTELS
- Alberghi in Firenze attraverso il
Progetto "BE PART OF HISTORY".
Tale Progetto è stato ideato
per contribuire alla tutela e valorizzazione
del Patrimonio Artistico Fiorentino
conservato nei vari musei di Firenze.