Da
un libro di ricordanze del Monastero
di Santa Maria a Vallombrosa, dove si
trovava il bozzetto del nostro dipinto,
si legge nell’anno 1789 che la
"Pietà" non si trovava
già più nella cappella
di San Giovanni Guadalberto nella Badia,
pure vallombrosiana, di San Michele
a Passignano, per la quale era stata
eseguita, ma era stata ricoverata in
sagrestia, perché aveva patito
in seguito ad infiltrazioni d’acqua
e si era provveduto ad integrare –
direi grossolanamente – le zone
andate perdute. Non abbiamo altre notizie
fino al 1948, anno durante il quale
il dipinto è stato rintelato.
Tale operazione eseguita a cera, invece
che a pasta fiorentina, fa pensare al
perpetuarsi dei danni provocati dall’umidità:
è probabile che si siano verificate
ulteriori cadute di colore che sono
state di nuovo ritoccate allargando
le integrazioni più antiche.
Nel 1951 il quadro si trova a casa Vasari
ad Arezzo, e nel 1980 subisce un nuovo
restauro presso i laboratori della Fortezza
da Basso a Firenze; si è trattato
sicuramente di un intervento parziale:
una riverniciatura con revisione dei
ritocchi alterati in vista della mostra
medicea a Palazzo Strozzi. Da qui il
dipinto viene trasferito nuovamente
ad Arezzo al Museo d’Arte Medioevale
e Moderna, dove resta esposto fino al
1996, anno in cui, grazie ad uno scambio
di opere, giunge finalmente alla Galleria
degli Uffizi. Questa opera d'arte
è stata restaurata su iniziativa
della FONDAZIONE
ROMUALDO DEL BIANCO in
collaborazione con la VIVA HOTELS -
Alberghi in Firenze attraverso il Progetto
"BE PART OF HISTORY". Tale
Progetto è stato ideato per contribuire
alla tutela e valorizzazione del Patrimonio
Artistico Fiorentino conservato nei
vari musei di Firenze.