|
|
Tra
il novembre e il dicembre del 1515
Leone X, della famiglia Medici,
papa da due anni, decise di tornare
in visita solenne a Firenze, e in
quell'occasione nacque l'idea di
indire un concorso per dotare di
facciata San Lorenzo, l'incompiuta
basilica brunelleschiana patrocinata
dai Medici sin dalla fondazione
(avvenuta nel 1421), e luogo deputato
per le loro sepolture. La proposta
cadeva in un momento in cui Michelangelo
sembrava volgere una particolare
attenzione ai problemi della composizione
architettonica: di qui forse l'accanimento
dell'artista nel corso della vicenda
che lo portò a essere unico
autore del progetto finale. Erano
con lui, all'inizio, Antonio e Giuliano
da Sangallo, Jacopo Sansovino, Baccio
d'Agnolo, lo stesso Raffaello. |
|
Sembra
che dapprima a Michelangelo fosse
affidato soltanto il compito di
sovrintendere alla decorazione scultorea,
mentre Jacopo Sansovino procedeva
a far eseguire a Baccio d'Agnolo
un modello ligneo per la facciata,
molto apprezzato sul momento, e
oggi perduto. Nel corso dell'anno
1516 la contesa per una così
prestigiosa commissione toccò
momenti di aspra lotta, finché,
nell'autunno, Michelangelo ottenne
da Leone X l'incarico anche per
la progettazione architettonica
della facciata. Liberatosi finalmente
dei concorrenti, egli risolse genialmente
il problema che sempre assillava
gli architetti del Rinascimento,
quando si dovevano applicare correttamente
gli ordini classici alle facciate
irregolari delle chiese a pianta
basilicale: nascose, e fece dimenticare,
la struttura esterna della chiesa
dietro lo scenario laico di uno
splendido palazzo privato.
La progettazione michelangiolesca
della facciata attraversò
tre fasi principali, che si possono
individuare in tre disegni della
Collezione della Casa Buonarroti,
il 45 A, il 47 A, il 43 A. L'immagine
ormai precisata di quest'ultimo
foglio si tradusse con ogni verosimiglianza
nel grande modello ligneo della
Casa Buonarroti che rispecchia il
passaggio dalla fase progettuale
all'iter esecutivo, fissato nel
contratto stipulato tra Leone X
e l'artista il 19 gennaio 1518.
Il 10 marzo 1520 Michelangelo stesso
registra la rescissione del contratto,
anche se solo per quanto concerne
la fornitura del marmo, e il materiale
fino ad allora raccolto viene destinato
a pavimentare la chiesa di Santa
Maria del Fiore. Ma l'attività
del cantiere continua, pur se a
rilento, e se ne hanno testimonianze
certe fino all'aprile del 1521.
In quell'anno morì Leone
X; dopo il breve pontificato di
Adriano VI ascese al soglio papale,
nel novembre del 1523, Clemente
VII, anch'egli un Medici, che palesò
più di una volta l'intenzione
di riprendere i lavori della facciata.
Soltanto la sua morte (1534) esaurì
per sempre ogni possibilità
di realizzare il grande e tormentato
progetto.
|