► Cézanne a Firenze, due collezionisti e la mostra dell'Impressionismo nel 1910
Tornano a Firenze alcune fra le opere più importanti di Cézanne che, circa un secolo fa, erano parte integrante delle collezioni custodite nelle case fiorentine di due giovani collezionisti, Egisto Paolo Fabbri e Charles Loeser.
L'esposizione in Palazzo Strozzi costituirà una occasione unica per ammirare uno di fianco all'altro decine di capolavori di Cézanne altrimenti dispersi ai quattro angoli del globo.
Oggi queste opere si trovano, infatti, nei più importanti musei del mondo tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery di Londra, il Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, la National Gallery of Art di Washington, la Galleria degli Uffizi di Firenze e in collezioni private come la Thyssen-Bornemisza Collections.
Egisto Paolo Fabbri aveva acquistato i primi dipinti di Cézanne da Vollard. Nel 1899 scrisse all'artista una lettera, manifestando il desiderio di recarsi ad Aix-en-Provence per conoscerlo. Il pittore rifiutò con la solita ritrosia, che riservava anche ai pochi ammiratori, ma non nascose una sincera meraviglia nell'apprendere che a quella data il giovane collezionista possedeva già sedici suoi quadri. La raccolta Fabbri, nella quale risultavano trentadue dipinti di Cézanne, la maggior parte dei quali di altissima qualità, non ebbe uguali in Europa, e neanche negli Stati Uniti, nei primi decenni del Novecento.
Negli stessi anni un altro importante collezionista, Charles Loeser, aveva intuito la grandezza del pittore di Aix. Trasferitosi a Firenze dal 1890, Charles Loeser, incoraggiato da Bernard Berenson, nel 1896 aveva acquistato i primi paesaggi di Cézanne da Vollard. I dipinti, quindici in tutto, affiancavano la sua collezione di preziosi disegni e arte antica.
L'interesse suscitato dalla pittura di Cézanne costituì un elemento importante per la realizzazione, nel maggio 1910, nelle sale del Lyceum di Firenze, della Prima mostra italiana dell'Impressionismo.
In Palazzo Strozzi si potranno apprezzare e ammirare i dipinti di Cézanne e di alcuni suoi contemporanei come Pissarro, Van Gogh e Sargent; si potrà riscontrare come la sensibilità e l'attenzione alla modernità siano cresciute e maturate in un contesto culturale fortemente marcato dal Rinascimento ma si potrà anche rivivere il clima culturale e artistico che si respirava tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento a Firenze, un ambiente costituito in buona parte da personalità internazionali di altissimo livello come Bernard Berenson, Vernon Lee, Edith Wharton e tanti altri.
Troveranno anche spazio, nelle sale di Palazzo Strozzi, dipinti e sculture di artisti italiani che, elaborando una interpretazione dello stile e dell'etica del maestro francese in linea con lo spirito del loro tempo, si sono espressi con un linguaggio comune. Tra i più significativi, Rosai, Soffici, Muller, Gordigiani, Carena, Ghiglia, oltre agli scultori Libero Andreotti e Medardo Rosso.
►La mostra - Cézanne a Firenze
Cézanne a Firenze è una storia d’amore. La storia di due giovani uomini innamoratisi delle opere di un genio solitario, Paul Cézanne. Nella Parigi di fine secolo Egisto Paolo Fabbri e Charles Alexander Loeser si imbattono nell’opera di Paul Cézanne, un artista arrivato nell’ultimo decennio della vita, ma ancora incompreso da colleghi, critici e pubblico.
Nel 1896 Fabbri e Loeser acquistano ciascuno tre dipinti di Cézanne da Ambrosie Vollard, l’unico mercante che ha creduto nel pittore francese, e da quel momento, in pochi anni e con gusto sicuro, compiono una scelta decisa puntando sull’artista. Tornati a Firenze, Fabbri e Loeser non si frequentano, ma proteggono gelosamente i dipinti di Cézanne, mostrandoli solo a coloro che pensano possano capirli. Sono pochi ma appassionati, e quanti comprendono la grandezza e la strabiliante carica innovativa di quelle opere, affrontano lunghi viaggi per poterle ammirare.
Fabbri ha venerato il maestro di Aix-en-Provence con devozione totale e assoluta, e ne è stato uno dei maggiori collezionisti al mondo; di grande preveggenza altresì l’agire di Loeser le cui scelte – anche nell’arte antica – seguono una ben precisa filosofia: “Ho sempre avuto simpatia per gli ‘indesiderabili’. Soltanto in questo modo si può pensare di formare una collezione”.
L’assoluta particolarità di Cézanne a Firenze sta nell’aver riunito per la prima volta le opere più notevoli delle raccolte Fabbri e Loeser che, prima di essere disperse negli anni tra le due guerre mondiali, furono le più importanti al mondo. In netta controtendenza rispetto allo spirito estetico del tempo, e con grande meraviglia dello stesso artista, Fabbri arrivò infatti a possederne 32 dipinti, Loeser 15. Collezioni che diffusero l’apprezzamento per Cézanne tra la comunità internazionale e che provocarono nell’ambiente artistico di Firenze una svolta verso le poetiche dell’avanguardia.
La mostra è ospitata al piano nobile di Palazzo Strozzi.
L’esposizione è curata da Francesca Bardazzi, nota studiosa del collezionismo di Cézanne in Italia, e da Carlo Sisi, già direttore a Palazzo Pitti della Galleria d’Arte Moderna, uno dei massimi esperti del periodo.
►Informazioni
Informazioni
tel +39 055 2645155
Orario mostra
Tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 20; giovedì dalle ore 9 alle ore 23
Accesso consentito fino a un'ora prima dell'orario di chiusura
Prenotazioni
Dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 18
Sigma CSC
tel. +39 055 2469600
fax +39 055 244145
cscsigma@tin.it
►Biglietti
Intero € 10,00
Ridotto € 8,50
maggiori di 65 anni, gruppi organizzati min. 15 persone, categorie convenzionate*, ragazzi dai 7 ai 18 anni, studenti universitari, diversamente abili, residenti a Firenze
Ridotto € 8,00
Sconto famiglia (due adulti con almeno un minore), possessori CartaSi, possessori di biglietto di uno spettacolo in scena nei teatri di Firenze dei Teatri e/o del Maggio Musicale Fiorentino
Ridotto € 7,50
clienti del Gruppo Banca CR Firenze
Ridotto € 4,00
scuole elementari, medie inferiori e superiori
possessori MaggioCard
Gratuito
bambini fino a 6 anni, accompagnatori di diversamente abili e gruppi, giornalisti con tessera professionale, guide turistiche di Firenze
*Convenzioni € 8,50
Soci Aci, Soci Arci, Soci Coop, possessori biglietto FirenzeParcheggio, possessori biglietti o abbonamenti ATAF, Carta Agile ATAF, Soci Fai, possessori delle CarteViaggio Trenitalia, di abbonamento ferroviario mensile e annuale e di biglietto ferroviario con destinazione Firenze, Soci Touring Club, clienti Hotel Reservation e Terravision, possessori biglietti musei statali fiorentini, possessori biglietto del MNAF
Prenotazioni e prevendita biglietti
La prenotazione è obbligatoria per i gruppi.
Diritto di prevendita € 1,10 a biglietto.
Per i gruppi scolastici è obbligatoria la prenotazione, ma non è previsto alcun diritto di prevendita.
Via Internet
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►Sezione I - La famiglia Fabbri: i due Egisto
I Fabbri tornano a Firenze Nella Firenze del 1885 torna dagli Stati Uniti Egisto Paolo Fabbri Sr (1828-1894) e con lui la moglie, la cognata vedova, e gli otto nipoti orfani adottati alla morte del fratello. Uomo d'affari e finanziere, aveva creato la propria fortuna in America fino a diventare socio del famoso banchiere John Pierpont Morgan, distinguendosi per l'aiuto dato ai connazionali; una generosità che continua a dimostrare anche a Firenze. La famiglia va ad abitare nel palazzo in via Cavour, oggi al numero 94, appositamente progettato dall'architetto Giacomo Roster.
Egisto Junior: New York-Firenze-Parigi Il nipote Egisto Paolo Fabbri Jr (New York 1866 - Firenze 1933) trascorre l'adolescenza a New York, dove studia pittura con Julien Alden Weir; dopo il suo ritorno in Italia a diciannove anni, segue l'insegnamento di Michele Gordigiani. Dal 1896 al 1913 conduce una vita boh é mienne a Parigi, dove tra l'altro frequenta Degas e Pissarro. Innamoratosi della bella modella Stéphanie, l'accudisce fino alla morte di lei per tisi.
Di nuovo in Toscana Tornato a Firenze, Egisto conduce una vita parca nonostante la grande fortuna economica di cui dispone, vivendo nella villa di Bagazzano presso Settignano o a Serravalle in Casentino tra la Verna e Camaldoli, dove dal 1923 si dedica alla ricostruzione della chiesa e del borgo. L'impresa di Serravalle, insieme al costo dell'acquisto di Palazzo Capponi in cui si è trasferito con la famiglia, consuma il suo pur cospicuo patrimonio e nel 1928 decide di vendere i tredici Cézanne più importanti della sua collezione .
L'artista La produzione artistica di Egisto, qui presentata per la prima volta, è collocabile tra i primi anni Ottanta e la prima guerra mondiale. Nei suoi dipinti sono rare le allusioni al linguaggio "moderno" dell'Impressionismo o a quello cézanniano, che dimostrò invece di apprezzare come collezionista.
Abbandona poi la pittura per dedicarsi all'architettura, alla musica, e alla meditazione filosofica e religiosa, che lo porterà ad abbracciare la religione cattolica della famiglia di origine, abbandonando il protestantesimo a cui lo aveva educato la madre.
OPERE PRINCIPALI:
Egisto Fabbri, Ritratto della sorella Nathalie Egisto Fabbri, Ritratto dell'amica americana Julian Alden Weir, Volto riflesso in uno specchio John La Farge, Fiori in un vaso laccato John Singer Sargent, I bambini Vikers Cultura internazionale tra Europa e Stati Uniti
Una famiglia della buona società Le "Arti Belle", come d'uso tra Otto e Novecento, sono ben frequentate dalla buona società, e anche i Fabbri coltivano letteratura, musica e pittura. Volti, talenti e inclinazioni di Nathalia, Cora e Alice ci sono tramandati da Egisto Jr nei Ritratti delle sorelle, che risultano tra le sue opere più importanti. Vi confluiscono la tradizione ottocentesca del maestro Julien Alden Weir e la curiosità per le novità internazionali, soprattutto francesi, diffuse nell'ambiente di Michele Gordigiani, che Egisto frequenta dopo il ritorno a Firenze. I viaggi a Parigi con il figlio di lui Eduardo Gordigiani e con Alfredo Muller, lo pongono a diretto contatto con le novità che scuotono il mondo dell'arte.
"Parigi, o cara" Parigi è il centro culturale che alla fine dell'Ottocento attira da ogni parte del mondo giovani venuti a frequentare le Accademie pubbliche o private. E a Parigi Egisto - che fa vita da artista nel suo studio bohémien di Montmartre raggiungibile dopo sei rampe di ripide scale - entra in contatto tra l'altro con Mary Cassatt, la più francese degli americani, che gli apre le porte per arrivare a un "grande vecchio": Edgard Degas. La Cassat t incarna quel modello di donna d'oltreoceano di elevato livello sociale e culturale, emancipata e indipendente, a cui si ispira l'altra sorella di Egisto, Ernestine, pittrice dilettante. Ancora grazie a una lettera di presentazione della Cassatt , i due Fabbri nel 1895 si recano da Pissarro a Gisors presso Eragny-sur-Epte: l'incontro sarà importante per la loro formazione.
Cronisti del bel mondo I ricchi statunitensi apprezzano le opere di artisti come John La Farge, ma soprattutto di John Singer Sargent, figura cosmopolita, straordinario esempio di quei cittadini internazionali di raffinata cultura che trasmettono in America ricercatezze e fascino del Vecchio Continente. Sargent in particolare è il ritrattista che assume quasi il ruolo di cronista dell'alta società, senza limiti di frontiere. Ed è questo il mondo di Ernesto e Alessandro Fabbri, gli unici due fratelli della numerosa famiglia a vivere negli Stati Uniti.
OPERE PRINCIPALI:
Eduardo Gordigiani, Nello studio: Michele Gordigiani, Alfredo Muller e Egisto Fabbri
Alfredo Muller, Interno
Egisto Fabbri, Ritratto del fratello Alessandro
Egisto Fabbri, Autoritratto
Camille Pissarro, Il giardino dell’artista a Eragny
►Sezione II - Cézanne di Fabbri e Loeser
La collezione Fabbri Due giovani trentenni nati negli Stati Uniti, Egisto Fabbri Jr e Charles Alexander Loeser, rendono Firenze all'inizio del Novecento il centro del collezionismo mondiale di Cézanne, in un momento in cui il pittore non è compreso né dagli artisti, né dai critici, e tanto meno dal pubblico. Nei primi mesi del 1896 Fabbri e Loeser acquistano a Parigi i loro primi Cézanne presso il gallerista e mercante Ambrosie Vollard, che l'anno precedente aveva organizzato la mostra personale dell'artista provenzale. Nel tempo oltre trenta dipinti del maestro di Aix passano nella collezione di Fabbri, che contribuisce con ventiquattro opere alla sala individuale dedicata a Cézanne alla Biennale di Venezia del 1920. Otto anni dopo Egisto deve vendere i tredici lavori più importanti, ma dopo la morte di lui, presso gli eredi sono ancora conservati sei dipinti a olio e un disegno.
Ammirazione incondizionata Nel 1899 Egisto Fabbri scrive una lettera a Cézanne in cui gli rivela di possedere sedici sue opere ed esprime il desiderio di recarsi in Provenza per manifestargli personalmente la propria ammirazione, ma l'artista oppone un rifiuto alla visita del giovane, a causa del "timore di apparire inferiore a quello che il mondo si aspetta" e confessa: "è senza dubbio la scusa che mi fa vivere in disparte". Cézanne vuole dunque affidare solo all'arte il compito di rappresentarlo. Non si può tuttavia escludere che i due si siano poi incontrati.
La collezione Loeser Charles Alexander Loeser (1864-1928), figlio di un emigrante di origine tedesca che aveva fatto fortuna a New York, si trasferisce a Firenze intorno al 1890. Loeser a Firenze abita a villa Gattaia, ai piedi di San Miniato, dove riunisce un'importante collezione di quadri e sculture dal Tre al Settecento, e inoltre mobili, maioliche e disegni. Loeser conserva i dipinti di Cézanne - quindici in tutto - ai piani superiori, ma le Bagnanti sono appese al pian terreno nella "Sala della Maiolica". Nel suo testamento del 1926, Loeser lascia le opere antiche (oggi esposte in Palazzo Vecchio) in eredità al Comune di Firenze, mentre lega i Cézanne al Presidente degli Stati Uniti, "per l'adornamento della Casa Bianca di Washington".
OPERE PRINCIPALI:
Paul Cézanne, Madame Cèzanne sulla poltrona rossa
Paul Cézanne, Autoritratto
Paul Cézanne (attr.), Copia dalla Cena in casa di Simone di Paolo Veronese
Paul Cézanne, Bagnanti (Metropolitan)
Paul Cézanne, Natura morta con ciliegie e pesche
Paul Cézanne, Casa sulla Marna (Washigton)
Un genio incompreso Paul Cézanne (Aix-en-Provence 1839-1906)
Aspirazioni di un giovane Cézanne nasce a Aix-en-Provence da una famiglia benestante: il padre, banchiere, desidera avviare il figlio alla carriera di avvocato, ma Paul frequenta una scuola di pittura e trascorre le giornate con Émile Zola e altri giovani destinati a divenire artisti e poeti. Dopo un periodo di contrasti, il padre ne accetta la scelta. Incoraggiato da Zola che vi si è trasferito, nel corso degli anni Sessanta Cézanne soggiorna a lungo a Parigi, dove frequenta corsi di pittura, copia al Louvre opere di antichi maestri, incontra intellettuali e artisti. Le sperimentazioni del periodo si distinguono per i toni scuri e cupi e per gli impasti pesanti che rievocano Delacroix e Courbet. Nel 1869 conosce Hortense Fiquet, la modella che gli darà il figlio Paul e che sposerà solo anni dopo. Nel decennio successivo trascorre insieme a Pissarro lunghi periodi nelle campagne presso Parigi, dove comincia a dipingere en plein air : è il momento di maggiore vicinanza all'Impressionismo, cui si accosta con una personale scoperta del colore e della luce.
Stroncato dai critici e non apprezzato dal pubblico Ai Salon parigini, dove domina una pittura accademica e tradizionalista, viene ammesso solo nel 1882, ma la sua pittura non è apprezzata e anche i critici non lo comprendono. Tra gli anni Ottanta e Novanta insiste sulla ripetizione degli stessi soggetti (paesaggi, marine, bagnanti, giocatori di carte, nature morte e la famosa montagna Sainte-Victoire), mentre il suo stile si distacca da quello degli impressionisti per una nuova attenzione allo spazio e alla volumetria delle forme. La sintesi costruttiva dei volumi e del colore, comincia comunque ad attrarre i primi e più moderni ammiratori.
Vita eremitica Si ritira a vivere nella solitudine della campagna provenzale, tra Aix, Gardanne, l'Estaque e la tenuta di famiglia del Jas de Bouffan. Il suo carattere si fa col tempo sempre più difficile: vive quasi come un eremita, malato di diabete, interessato solo al lavoro; un temporale lo coglie mentre dipinge sur le motif , e muore di polmonite nel suo appartamento di Aix il 22 ottobre 1906 .
OPERE PRINCIPALI:
Paul Cézanne, Natura morta (San Pietroburgo)
Paul Cézanne, I ladri e l'asino
Paul Cézanne, Le rive della Marna (San Pietroburgo)
"La grande avventura della vita" di Loeser, Fabbri e Vollard
Austerità nell'architettura, colori nei dipinti
I quadri di Cézanne si inseriscono nelle case spoglie di Fabbri e Loeser come macchie di colore. Loeser descrive la stanza destinata alla musica al primo piano della Gattaia, con "due pianoforti e i miei sei Cézanne più grandi appesi ben spaziati sul muro dalla calda tonalità grigio chiaro". Le stessa tonalità sono state scelte per l'allestimento di questa mostra, per ricreare l'atmosfera di ambienti insieme tradizionali e innovativi in cui - alla mobilia di epoca vittoriana o di antiquariato - si affiancavano opere all'avanguardia.
Fabbri e Loeser, ma non solo
La collezione di Fabbri offriva una panoramica completa dell'arte cézanniana, dai dipinti giovanili fino al 1900 circa, con l' Uomo seduto di Oslo. Vi erano rappresentati quasi tutti i generi prediletti dall'artista: nature morte, scene con figure, ritratti, bagnanti, paesaggi provenzali e del nord della Francia. Loeser prediligeva invece i paesaggi (ne aveva otto), ma possedeva anche un ritratto, due scene con figure, un quadro di Bagnanti e tre nature morte. Non solo Fabbri e Loeser dimostrano precoce attenzione verso Cézanne: Gustavo Sforni - raffinato collezionista e mecenate - è il primo fiorentino, nel 1911, ad acquistarne un'opera, l'importante Ritratto di monsieur Chocquet . Un ulteriore segnale significativo del rilievo che la pittura di Cézanne acquista a Firenze, è la diffusione di copie tratte dai suoi quadri.
Nella bottega di Vollard
Per il mercante parigino Ambrosie Vollard, Cézanne rappresentò "la grande avventura della vita", come lo fu anche per Loeser e Fabbri, poiché seppero riconoscere bellezza e modernità di un artista ancora incompreso. Nel dicembre Vollard 1895 organizzò la prima mostra personale di Cézanne in cui riunì circa cinquanta opere del maestro: apprezzate da artisti quali Monet, Renoir, Pissarro e Degas, non furono invece comprese dal pubblico. I primi riconoscimenti si avranno solo al Salon d'Automne del 1904 e alla mostra commemorativa del 1907 .
►Sezione III - Stranieri a Firenze
Bagazzano L'attività di architetto dilettante di Egisto Fabbri è destinata a parenti e conoscenti: ristruttura la facciata della villa di San Martino alla Palma presso Scandicci, proprietà del cognato Piero Antinori, progetta una cappella per i La Farge nel Connecticut, e si reca nel 1914 a New York per dare consigli alla cognata Edith Shepard sulla sua nuova casa. Ricostruisce in stile romanico la chiesa di Serravalle in Casentino e restaura la villa di Bagazzano, non lontana da Settignano. Acquistata all'inizio del Novecento, la sobria dimora quattrocentesca diventa il rifugio dal mondo di quest'uomo riservato.
Visite e passeggiate Bagazzano è meta di visite e passeggiate della cerchia di conoscenti e amici, che fanno parte di una élite artistica e intellettuale internazionale: molti sono ormai trasferiti definitivamente in Italia, poiché un numero crescente di stranieri decide di vivere nei paesi mediterranei, attratto dalla cultura, dal clima temperato e dal basso costo della vita. Esistenze che Henry James descrive nei suoi romanzi e racconti. Altri colti stranieri vivono non lontano da Bagazzano: Bernard Berenson ai Tatti, la principessa rumena Giovanna Ghyka a villa Gamberaia, Vernon Lee (scrittrice nota con lo pseudonimo di Violet Page) al Palmerino. Ma le visite a Bagazzano sono anche soste nei lunghi viaggi di una classe agiata: la villa è frequentata da Bancel e Mabel La Farge, figlio e nuora di John, dal pittore Maurice Denis, dallo scrittore e milionario francese André Germain.
L'impresa di Serravalle, la vendita dei Cézanne Egisto Fabbri dal 1923 - per dieci anni e fino alla morte - si dedica alla ricostruzione della chiesa e del borgo di Serravalle in Casentino distrutti dal terremoto, e alla diffusione del canto gregoriano tra gli abitanti. Un'impresa che, insieme all'acquisto di palazzo Capponi a Firenze dove vive con la famiglia, gli costerà nel 1928 la vendita dei tredici Cézanne più importanti della sua collezione. Vengono comprati dal mercante francese Paul Rosenberg e dal socio Georges Wildenstein per sette milioni di franchi.
OPERE PRINCIPALI:
Maurice Denis, Autoritratto
John Singer Sargent, Torregalli
Evento internazionale a Firenze:
al Lyceum la "Prima Mostra Italiana dell'Impressionismo"
Soffici a Parigi prepara la mostra
Nell'aprile 1910 apre a Firenze la "Prima Mostra Italiana dell'Impressionismo", organizzata da Ardengo Soffici con l'appoggio e la collaborazione di Giuseppe Prezzolini: viene portato a compimento il progetto di una rassegna di pittura francese alla quale Soffici, insieme all'amico Giovanni Papini, pensa già da anni. Soffici si reca a Parigi dal febbraio del 1910 per procurarsi i quadri impressionisti e le sculture di Rosso da esporre, e Papini lo raggiunge .
Il Lyceum
La mostra viene allestita in via Ricasoli al numero 28, presso il Lyceum Club di Firenze, prima associazione culturale femminile in Italia, fondata nel 1908 come circolo privato con l'intento di incoraggiare le donne agli studi letterari o scientifici e alla creazione artistica, e di favorire la loro crescita intellettuale. Il club fiorentino fa parte di una rete internazionale che ha già filiali a Londra, Parigi e Berlino, ed è espressione di un ambiente culturalmente aperto non solo verso l'emancipazione femminile, appropriato dunque per una manifestazione tanto innovativa.
La mostra
Soffici vuole rendere l'esposizione il più possibile provocatoria. Gli artisti sono scelti per dare una scossa al torpore fiorentino, e vengono esposti lavori di Paul Cézanne, Jean-Louis Forain, Paul Gauguin, Henri Matisse, Claude Monet, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Medardo Rosso, Henri Toulouse-Lautrec e Vincent van Gogh. Vengono coinvolti i maggiori collezionisti fiorentini: Fabbri presta la Campagna presso Bellevue di Cézanne e il Ritratto di donna di Degas, Bernard Berenson concede Alberi presso Melun di Matisse e Paesaggio di Pissarro, Gustavo Sforni tra l'altro il Giardiniere di Van Gogh.
Senza Picasso
Soffici a Parigi tenta di convincere Picasso di affidargli alcune sue tele; in un primo momento lo spagnolo accetta, ma poi, memore dell'umiliazione subita alla Biennale veneziana del 1905 dove due sue opere sono state rifiutate, non concede i quadri. Alla mostra fiorentina gli artisti maggiormente rappresentati sono Paul Cézanne, con quattro dipinti a olio, una litografia e sei fotografie, e Medardo Rosso con diciotto sculture.
OPERE PRINCIPALI:
Vincent Van Gogh, Il giardiniere
Henry Matisse, Arbres à Melun
François Auguste R. Rodin, Torso
►Sezione IV - Cézanne e la Toscana di inizi Novecento
Nella Firenze di primo Novecento importanti collezioni raccolgono opere all'avanguardia, e la loro presenza ha sugli artisti toscani una significativa ripercussione. Ardengo Soffici, che soggiorna a Parigi dopo l'Esposizione Nazionale di inizio secolo, nel 1908 dedica a Cézanne, morto due anni prima, un fondamentale saggio sulla rivista "Vita d'Artista". In quello stesso 1908 scompare il vecchio Giovanni Fattori.
Il salotto di Gustavo Sforni
Oltre alle collezioni di Fabbri e Loeser, anche quella del fiorentino Gustavo Sforni gioca un ruolo centrale per la diffusione delle nuove tendenze artistiche, poiché include un Cézanne ( Monsieur Choquet ), un Van Gogh ( Il giardiniere ), un Degas ( Le calze nere ) e alcune sculture di Medardo Rosso. Alle pareti della casa di via Pier Capponi sono appesi anche dipinti di Fattori: rapidi abbozzi, ma anche la tarda Sardigna . Sforni, oltre a opere di questi artisti che sono i predecessori, acquista anche lavori di giovani quali Oscar Ghiglia, LLewelyn Lloyd e Mario Puccini. La sua collezione ha un ruolo fondamentale nell'allestimento della mostra del 1910 al Lyceum.
Un intellettuale di potere
Ugo Ojetti, influente giornalista, fondatore di riviste (tra cui "Dedalo") e critico d'arte, è assertore
del ruolo costruttivo e "morale" della pittura di Cézanne, e fin dal 1912 vuole realizzare, in collaborazione con Egisto Fabbri, una grande mostra del maestro di Aix in Italia ma il progetto non va in porto. Il potente uomo di cultura propugna il raggiungimento dell'armonia di forma e colore, caratteristico della pittura di Cézanne e di quello che definisce il suo moderno "classicismo".
Fra tradizione e rinnovamento
Gli artisti toscani di primo Novecento elaborano in modi diversi la tradizione locale della pittura macchiaiola confrontandola con le novità di Cézanne. Arturo Checchi è influenzato dalla lezione del maestro di Aix nello spessore dell'impasto, mentre Giovanni Costetti vede nel francese la possibilità di combattere la leggerezza impressionista, e Raffaele De Grada aderisce a un clima di cézannismo semplificato e armonico. Oscar Ghiglia conduce le sue tele con pennellate continue, tese a definire forme di una purezza che rinvia a Piero della Francesca, e nelle sculture di Libero Andreotti la superficie si fa scabra per tocchi incessanti che recano traccia della pennellata cézanniana. Tocchi brevi e aggiuntivi caratterizzano la produzione di Antonio Maraini.
OPERE PRINCIPALI:
Giovanni Fattori, La Sardigna
Ardengo Soffici, Strada maestra
Elisabeth Chaplin, Autoritratto
Felice Carena, Ritratto di un medico di campagna
Oscar Ghiglia, Paulo
►Sezione V - "Un maestro d'oggi" secondo Monet
Per l'ultima volta insieme
La mostra "La peinture française a Florence", organizzata nel 1945 da Bernard Berenson a Palazzo Pitti, assume importanza storica grazie alla presenza per l'ultima volta dei dipinti di Cézanne che erano stati raccolti con tanta passione da tre collezionisti legati a Firenze: Fabbri, Loeser e Sforni. Un'esposizione rilevante anche perché il curatore è un critico del calibro di Berenson, il cui atteggiamento verso Cézanne era stato segnato da riserve.
Berenson e Loeser
Loeser e Berenson, amici in gioventù in America e nei primi anni in Italia, sono successivamente divisi dalla rivalità di collezionisti d'arte antica. Alla mostra di Pitti viene esposto quanto resta dello straordinario tesoro delle opere di Cézanne custodite a Firenze nei primi decenni del XX secolo e che ancora per poco vi sarebbero rimaste. Attraverso le tele del maestro di Aix sono rappresentati i collezionisti che ne hanno scritto la storia: otto Cézanne di Loeser, sette dei quali in procinto di partire per gli Stati Uniti destinati al presidente americano, la Copia da Veronese già di Fabbri e il Ritratto di monsieur Chocquet di Gustavo Sforni.
Il padre dell'arte moderna
"Tutto in natura si modella secondo la sfera, il cono, il cilindro. Bisogna imparare a dipingere sulla base di queste figure semplici, dopo si potrà fare tutto quello che si vorrà", scrive Cézanne nel 1904. Nel 1907 alla grande mostra retrospettiva postuma al Salon d'Automne , vengono esposti cinquantasei suoi dipinti; Picasso e Braque vi scoprono le opere del pittore: una rivelazione che servirà da spunto per i primi esperimenti di scomposizione cubista. Per questo motivo Cézanne è definito da Gombrich il "padre della pittura moderna".
►Elenco delle opere esposte - Cézanne a Firenze
Sezione I
John La Farge, Ritratto di William James , 1859, olio su cartone, Washington, National Portrait Gallery
John La Farge, Flowers in a lacquer bowl , 1861, Collezione privata
John La Farge, Ritratto della moglie dell'artista, Margaret La Farge , 1865 ca., acquerello, Collezione privata
Egisto Fabbri, Casa rossa nel parco , olio su tela, Drusilla Gucci Caffarelli
Egisto Fabbri, Veranda a Motrone , 1913, olio su tela, Drusilla Gucci Caffarelli
Anonimo, Alzatina con mele e arance , olio su tela montato su tavoletta, Drusilla Gucci Caffarelli
Anonimo, Natura morta con pera e uva , olio su tela montato su tavoletta, Drusilla Gucci Caffarelli
Anonimo, Natura morta con ananas , olio su tela montato su tavoletta, Drusilla Gucci Caffarelli
Facciate del "palazzo del commendator Fabbri" in via Cavour di Roster, "Ricordi di architettura", vol. IX, 1886, fascicolo IV, tavola VI, Firenze, Biblioteca Marucelliana
Giacomo Roster, disegni per il cancello di accesso al giardino di casa Fabbri su via Venezia e su via Lamarmora, 1887, Firenze, Archivio del Comune
Egisto Fabbri, Ritratto della sorella Nathalie , Drusilla Gucci Caffarelli
Egisto Fabbri, Ritratto della sorella Alice , olio su tela, Drusilla Gucci Caffarelli
Egisto Fabbri, Ritratto della sorella Cora , olio su tela, Drusilla Gucci Caffarelli
Egisto Fabbri, Ritratto di una giovane amica americana , 1892, olio su tela, Drusilla Gucci Caffarelli
J. Alden Weir, L'albero di Natale , 1890, olio su tela, Chicago, Terra Foundation for American Art
John Singer Sargent, Il giardino dei bambini Vickers (studio) , 1884 circa, olio su tela, Flint (Michigan), Flint Institute of Arts
J. Alden Weir, Ritratto di Alex Webb Weir , 1877, olio su tela, San Francisco, Museum of Fine Arts
J. Alden Weir, Volto riflesso in uno specchio , 1896, olio su tela, Providence, Rhode Island, Rhode Island School of Design
Sezione II
Michele Gordigiani, Eduardo, Egisto Fabbri e il pittore Alfredo Muller, 1895 circa , olio su tela, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna
Egisto Fabbri, Autoritratto, olio su tela attaccato su tavola, Drusilla Gucci Caffarelli
Egisto Fabbri, Ritratto del fratello Alessandro, olio su tela, Drusilla Gucci Caffarelli
Egisto Fabbri, Ritratto maschile in costume seicentesco, 1887, olio su tela, Collezione privata
Alfredo Muller, Ritratto di Sophia Carpenter, olio su tela, Firenze, Collezione privata
Eduardo Gordigiani, Ritratto di Sophia Carpenter, olio su tela, Collezione privata
Camille Pissarro, Prati a Eragny, Madrid, olio su tela, Collezione Carmen Thyssen Bornemisza on loan at the Museo Thyssen Bornemisza
Camille Pissarro, Il giardino dell'artista a Eragny, 1898, olio su tela, Washington, National Gallery of Art
Egisto Fabbri ?, Campagna presso Bellevue (copia da Cézanne), olio su tela, Collezione privata
Alfredo Muller, I bagni Pancaldi, Livorno collezione privata
Eduardo Gordigiani, Autoritratto, 1885, disegno con dedica "Al mio caro Egisto", Drusilla Gucci Caffarelli
Sezione III
Honoré Daumier, A teatro , olio su tela, Collezione privata
Mary Cassatt, Ritratto di Alexander J. Cassatt, 1880, olio su tela, Detroit, Detroit Institute of Arts
William Rothenstein, Il pittore Charles Conder , 1892, olio su tela, Toledo, Museum of Art
John Singer Sargent, Autoritratto , 1906, olio su tela, Firenze, Galleria degli Uffizi (Collezione degli Autoritratti)
Paul Cézanne, La strada in salita, 1879-1882, olio su tela, Melbourne, National Gallery of Victoria
Paul Cézanne, La salita dei Jalais , Pontoise, 1879-1880, olio su tela, Collezione privata
Paul Cézanne, Stufa in un atelier , 1865 circa, olio su tela, Londra National Gallery of Art
Paul Cézanne ?, La cena in casa di Simone da Veronese , olio su tela, Collezione privata
Paul Cézanne, Ai bordi dell'acqua, 1890 ca. olio su tela, Washington, National Gallery of Art
Paul Cézanne, Il frutteto , 1882, Thyssen Bornemisza Collections
Paul Cézanne, Cinque bagnanti , 1880 ca., olio su tela, Detroit, Detroit Institute of Arts
Paul Cézanne, Madame Cézanne sulla poltrona rossa , 1877 circa, olio su tela, Boston, Museum of Fine Arts
Paul Cézanne, Autoritratto con berretto , 1898-1899, olio su tela, Boston, Museum of Fine Arts
Paul Cézanne, Ritratto di uomo seduto , 1898-1900, olio su tela, Oslo, Nasjonalmuseet for Kunst, arkitektur og design
Paul Cézanne, Natura morta con ciliegie e pesche , 1883-1886, olio su tela, Los Angeles, County Museum of Art
Paul Cézanne, Casa sulla Marna, 1888-1890, olio su tela, Governo degli Stati Uniti, Lascito di Charles A. Loeser
Paul Cézanne, Route tornante à Auvers sur Oise , Providence, Rhode Island, Quinque Foundation
Paul Cézanne, Ragazza con i capelli sciolti , 1873- 1874, olio su tela, Berlino, Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie, Museum Berggruen
Paul Cézanne, La fontana , 1876-1877, olio su tela, Collezione privata
Paul Cézanne, Bagnanti , 1874-1875, olio su tela, New York, Metropolitan Museum of Art
Paul Cézanne, Le rive della Marna, 1888 ca., olio su tela, San Pietroburgo, Museo dell'Hermitage
Paul Cézanne, Autoritratto con berretto , 1873-75., San Pietroburgo, Museo dell'Hermitage
Paul Cézanne, La Route tornante en haut du chemin des Lauves , 1904-1906, olio su tela, Basilea, Fondation Beyeler
Paul Cézanne, I ladri e l'asino , 1869-70, olio su tela, Milano, Civica Galleria d'Arte Moderna. Collezione Grassi.
Paul Cézanne, Natura morta con bricco del latte, caraffa e ciotola , olio su tela, San Pietroburgo, Museo dell'Hermitage
Lettera di Paul Cézanne a Egisto Fabbri da Aix en Provence, 1899
Egisto Fabbri, Paesaggio sulla Marne , olio su tela, Drusilla Gucci Caffarelli
Anonimo, Ragazzo con il gilet rosso (copia da Cézanne), olio su tela, Collezione privata
Ernestine Fabbri, Ai bordi dell'acqua , (copia da Cézanne), olio su tela, Collezione privata
Sezione IV
Mabel Hooper La Farge, Camelia in un vaso di bronzo , 1931 ca., acquerello, Collezione privata
Henry Adams La Farge, Il muro del giardino di Villa Gamberaia , 1925-1930, acquerello, Collezione privata
Maurice Denis, Autoritratto , 1916, olio su tela, Firenze, Galleria degli Uffizi (Collezione degli Autoritratti)
John Singer Sargent, A Torre Galli, Firenze, signore in giardino , 1910, olio su tela, Londra, Royal Academy of Arts
Camille Pissarro, Paesaggio - L'approssimarsi della tempesta , 1877, olio su tela, Firenze, Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti
Camille Pissarro, Nell'orto , 1878, olio su tela, Firenze, Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti
Catalogo della Prima mostra italiana dell'Impressionismo, Firenze, Catalogo della mostra, Firenze, Lyceum Club 1910, Firenze, Kunsthistorisches Institut in Florenz- Max Planck- Gesellschaft.
Vincent Van Gogh, Il giardiniere , 1889, olio su tela, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna
Henri Matisse, Alberi presso Melun , 1901, olio su tela, Belgrado, The National Museum
Medardo Rosso, La Rieuse , bronzo, Parigi, Musée Rodin
Auguste Rodin, Studio per L'uomo che cammina , 1878- 1879 ca., gesso, Parigi, Musée Rodin