Considerata l’estrema carenza
di informazioni riguardo alla presente
opera ed alle due precedenti tutte
conservate presso la Basilica di San
Miniato al Monte, abbiamo ritenuto
interessante fornire una breve sintesi
delle operazioni di restauro. Prima
del restauro il dipinto era in buono
stato di conservazione. La tela presentava
infatti solo una leggera ossidazione
e nessuna interruzione trama/ordito,
la coesione tra gli strati pittorici
era buona, eccezion fatta per i bordi,
dove compariva qualche caduta di colore.
Non c’era traccia di interventi
precedenti. Il dipinto è stato
prima velinato con colla di coniglio
e carta giapponese, quindi smontato
dal telaio e pulito dal retro meccanicamente.
Il dipinto è stato quindi fermato
con colla di coniglio. La rintelatura
è avvenuta secondo il metodo
"alla fiorentina", cioè
facendo aderire con pasta a caldo
il dipinto ad una tela precedentemente
sfibrata e trattata con colla animale.
Non si è reso necessario un
ulteriore miglioramento della superficie.
Il dipinto è stato dunque svelinato,
montato su un telaio nuovo ad espansione,
e sottoposto all’intervento
di restauro estetico. In primo luogo
è stata effettuata la pulitura
del film pittorico, poi sono state
stuccate le lacune con stucco a base
di gesso e colla, di colore simile
a quello della preparazione, e sono
state preparate con colori a tempera.
Dopo una prima verniciatura (a pennello
con resina a mastice) si è
iniziato il lavoro di finitura con
colori a vernice
Questa
opera d'arte è stata restaurata
su iniziativa della FONDAZIONE
ROMUALDO DEL BIANCO in
collaborazione con la VIVA HOTELS
- Alberghi in Firenze attraverso il
Progetto "BE PART OF HISTORY".
Tale Progetto è stato ideato
per contribuire alla tutela e valorizzazione
del Patrimonio Artistico Fiorentino
conservato nei vari musei di Firenze.