Del monumento funerario eretto in memoria
del liberto di origine greca Dionysus
Skianthi non conosciamo, ad oggi, né
il luogo di provenienza né l’anno
o il secolo nel quale venne in luce.
Nel
Settecento è documentata la sua
collocazione nel Palazzo Medici Riccardi.
Era
conservato nell’Ottocento nella
Sala delle Iscrizioni.
Il
monumento, scolpito nel marmo greco, costituisce
uno degli esemplari più raffinati
e preziosi che si conoscano nell’ambito
della classe degli altari cosiddetti a
festoni . Di particolare pregio sono le
decorazioni a bassorilievo che compaiono
sulla fronte e sui lati ,sia per la qualità
artistica sia per la scelta simbolica
dei temi raffigurati . Sulla fronte il
combattimento di galli allude sicuramente
all’energia e alla forza fisica
ed anche morale che hanno caratterizzato
il defunto nella vita e che potranno garantirgli
un riconoscimento anche nella dimora ultraterrena.Il
defunto stesso è raffigurato nel
suo viaggio attraverso il mare, trasportato
dolcemente sul dorso di un animale fantastico
marino, un pistrice, quasi una sorta di
grosso serpentone, che lo aiuterà
a varcare quel limite insondabile tra
la vita e la morte che tanto spaventa
e nello stesso tempo affascina noi esseri
umani. Sui lati coppie di uccelli in volo
disputano attorno ad una farfalla, simbolo
di psyche secondo gli antichi . La qualità
e la bellezza dei festoni di fiori e di
frutta che accompagnavano sempre le cerimonie
rituali per i defunti oggi quasi non possono
essere più percepite a causa dello
stato di degrado e di sporcizia che contraddistingue
il monumento.La pulitura ed il restauro
permetteranno di cogliere l’abilità
e la fantasia che caratterizzavano le
officine lapidarie romane nella prima
metà del primo secolo d.C.