Si tratta del monumento funerario di Cneus Sentius
Felix , personaggio notabile e molto influente
nella società romana di Ostia tra la
fine del I e gli inzi del II secolo d.C..
L’altare, scolpito nel marmo proveniente
dalle cave dei Monti Apuani, fu rinvenuto nel
1696 tra i ruderi di Ostia antica.Dopo essere
stato esposto a Roma sull’Aventino, comparve
a Firenze nel Palazzo Del Rosso.Nel Settecento
entrò in Galleria.
La decorazione di tipo architettonico e la lunghissima
iscrizione lo connotano come uno degli altari
più significativi e prestigiosi dell’epoca.
L’iscrizione , lunghissima,offre uno spaccato
straordinario della realtà civile, economica
e commerciale del grande porto romano. Il defunto,
oggi diremmo che era dotato di indubbie capacità
menageriali, si occupava di trasporti e di commerci
marittimi, in particolare di quelli legati all’importazione
di vini. Era membro della corporazione dei trasportatori
del mare Adriatico,e patrono( sorta di carica
onorifica) dei misuratori di grano, dei commercianti
di olio, degli addetti alla pesa pubblica, dei
battellieri e dei traghettatori, nonché
dei pescatori che rivendevano al dettaglio il
frutto delle loro fatiche.
Cneus Sentius Felix concedeva anche il suo alto
patronato ad alcune associazioni giovanili dedite
allo sport e a combattimenti di tipo militare,
questi ultimi però solo a patto che fossero
incruenti.
Il
restauro e la conseguente valorizzazione di
questo importante monumento non solo offre la
possibilità a Cneus Sentius Felix di
essere conosciuto e ricordato dopo …quasi
20 secoli! ma soprattutto permette a noi di
entrare nel vivo della tumultuosa e variegata
vita del grande porto di Roma fra l’età
di Traiano e quella di Adriano.